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di Davide Mancini 

Il coraggio e la perseveranza lo hanno premiato, ma la strada per arrivare al successo è stata lunga e complicata. La storia di Simone Nardoni, chef del ristorante di Pontinia Essenza, è quella di un ragazzo con una grande passione per la cucina e il sogno di poter aprire un locale tutto suo, dove dar vita ad una innovativa forma di ristorazione.

«Nella mia testa c’è sempre stata l’idea di cucinare e avere qualcosa che potesse sprigionare la mia arte – racconta il cuoco classe 1987 – Dopo aver fatto tanta gavetta e aver imparato i trucchi del mestiere in alcuni locali della provincia, ho deciso di investire su me stesso.

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di Simone Cargiani 

«Ti piace vincere facile?» recita il fortunato claim di una pubblicità che ben si adatta a molti ristoranti che si trovano in location fortunatissime, con i clienti che ci cascano dentro a prescindere dalla validità dell’offerta gastronomica. C’è invece chi ha deciso di seguire la strada opposta, aprendo il proprio locale in un contesto decisamente poco ameno e fuori dalle rotte del mangiar fuori. È questo il caso di Simone Nardoni, talentuoso chef che guida il suo «Essenza» in quel di Pontinia.

Un’oasi in mezzo al nulla

Ci troviamo in provincia di Latina, non distanti dal capoluogo in una zona di stabilimenti industriali, a Pontinia, cittadina che non attrae il turista per il suo belvedere o per le ricchezze artistiche. Eppure da qualche anno ci sono persone che vengono qui di proposito, per gustare un’ottima cucina dall’indole ricercata e moderatamente creativa, incentrata principalmente sul mare, ma abile anche in preparazioni terragne.

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di Antonio Scuderi 

Un nome da segnare in agenda: Simone Nardoni. Perché questo giovane, giovanissimo cuoco, in futuro potrebbe far parlare di sé. Il condizionale è d’obbligo, come sempre in questi casi: le premesse devono essere mantenute, le idee devono essere affinate, la maturità deve affiancare l’istinto, l’emulazione dei grandi modelli deve essere sostituita dall’originalità.

Però, e su questo non c’è dubbio alcuno, il punto di partenza fa ben sperare. L’handicap, semmai, è dover cercare di raggiungere questi obiettivi in un piccolo paese come Pontinia, al centro delle terre della bonifica fascista, ma lontano dai flussi del turismo. Qui, in una sala che il buon gusto nell’arredamento e nei decori riscatta dall’anonimato, troverete una cucina ricca di freschezza e inventiva, buona conoscenza della materia prima e molto garbo in proposte che mirano a sorprendere ma anche ad appagare. E a tutto ciò si aggiunga un invidiabile rapporto qualità/prezzo, che fa perdonare qualche eccesso d’entusiasmo e qualche imprecisione, più di ingenuità che di tecnica.

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